Svezia, Grecia, Maldive, Filippine, Fillandia, Thailandia, Indonesia, ma anche Parigi e Italia, ecco i 20 alberghi più belli del mondo

A noi non resta che sognare e perchè no magari anche farci un pensierino…

Immagine  —  Pubblicato: 28 febbraio 2014 in Viaggi
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Jarrid Wilson è un marito, un pastore, un autore, un blogger. E ha fatto una confessione che sta facendo discutere molto. Scoprirete perché qui sotto.

innamorarsi a parigi

innamorarsi a parigi

Sul post del blog di Jarrid dal titolo “Sto uscendo con qualcuno anche se sono sposato” scrive :

Ho una confessione da fare: Mi sto incontrando con una persona anche se sono sposato.

Lei è una ragazza incredibile. E’ bella, intelligente, astuta, forte e ha un’immensa fede in Dio . Mi piace portarla fuori a cena, andare al cinema, a teatro, e dirle sempre quanto è bella. Non riesco a ricordare l’ultima volta in cui sono rimasto arrabbiato con lei per più di cinque minuti, e il suo sorriso sembra sempre illuminare la mia giornata indipendentemente dalle circostanze.

A volte mi viene a trovare a lavoro senza preavviso, mi cucina cose deliziose. Non riesco a credere quanto sono fortunato ad essere uscire con qualcuno così, anche se sono sposato. Vi incoraggio a provare e vedere come può diventare la vostra vita .

Oh! Vi ho già detto che la donna con cui sto uscendo è mia moglie? Che cosa vi aspettavate?

Solo perché siete sposati, non significa che i vostri appuntamenti debbano finire.

Ho bisogno di continuare a uscire con mia moglie anche se siamo sposati. Non dovrei smettere di corteggiarla solo perché entrambi abbiamo detto “Lo voglio”. Troppe volte vedo rapporti che smettono di crescere perché la gente smette di prendere l’iniziativa e di riempire di attenzioni il partner.

L’appuntamento è un momento in cui si conosce qualcuno in un modo speciale e unico. Perché smettere? Non si dovrebbe. Quelle farfalle nello stomaco del primo appuntamento non devono svanire solo perché gli anni sono passati. Svegliarsi ogni giorno e corteggiare il coniuge come se foste ancora ai primi appuntamenti. Se lo farete, vedrete un drastico cambiamento in meglio nel vostro rapporto .

La chiave in ogni rapporto è la comunicazione e l’azione di costante ricerca. Nessuno vuole stare con qualcuno che non tiene a queste cose con tutto il cuore .

Vi incoraggio a dare appuntamenti al vostro coniuge, impegnarvi con tutto il cuore, e capire che tutto ciò non dovrebbe finire solo perché avete detto: “Lo voglio”.

Jarrid Wilson
sito web
pagina Facebook

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Amatevi, continuate a farlo, desideratevi, fate in modo che lui/lei si senta sempre amato/a e fate in modo di sentirvici sempre… L’amore è una cosa stupenda, in cui credere e sognare, ma allo stesso tempo la cosa peggiore che può succedere, perdere chi si ama è come un lutto, lui/lei non sono morti realmente ma lo è il vostro amore. Quindi, ripeto, amatevi e fatelo sempre, come dice Jarrid uscite con chi amate, scopritelo ogni giorno e corteggiatelo anche quando ormai si è “deciso” il vissero felici e contenti perchè solo così una frase da fiaba può diventare realtà…

Marcury, è un gattino un po’ speciale…

gattino1Quando aveva quattro giorni di vita, nel settembre 2013, è stato investito da un tagliaerba su un prato a Oklahoma. L’incidente gli aveva falciato entrambe le zampe anteriori. Il gattino, adottato da una famiglia di Los Angeles, ha già raccolto 34 mila amici su Facebook e i suoi video su YouTube sono cliccatissimi.

Per il suo curioso modo di correre, qualche utente sul Web l’ha già ribattezzato il «gattino tirannosauro». Nonostante l’handicap il micio Mercury gioisce della sua nuova vita e del successo che è arrivato dal Web.

Di seguito il video, non si può non adorarlo 🙂

http://video.corriere.it/mercury-gattino-senza-zampe-conquista-web/32e968ea-9e44-11e3-a9d3-2158120702e4

p.s. video e foto, ovviamente, prese da Corriere.it

gattino2

Video  —  Pubblicato: 26 febbraio 2014 in Amici Pelosi
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Perché a volte le telecamere italiane riprendono anche grandi gesti…

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Video  —  Pubblicato: 21 febbraio 2014 in Pubblicità
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I bambini osservano, i bambini fanno. E questo è il messaggio che l’Associazione Non Profit Napcan ha voluto trasmettere con questo spot. 

Napcan nasce per “promuovere un cambiamento positivo in atteggiamenti, comportamenti, politiche, pratiche per prevenire abusi e abbandono e garantire la sicurezza e il benessere di tutti i bambini australiani”.

In questo video vediamo bambini che ripetono esattamente tutti gli atteggiamenti degli adulti, atteggiamenti che denunciano il cattivo comportamenti di chi dovrebbe, invece, insegnare i sani principi ai propri figli, per poter vivere in un mondo migliore, perchè in realtà aiutare il prossimo, rendere la nostra società una società altruista può essere fatto dai piccoli genti, aiutare una signora a raccogliere la spesa caduta da un sacchetto che ha ceduto, come accade alla fine del video, cedere il posto in autobus a un anziano o a una donna incinta, o semplicemente sorridere a chi si incontra su quello stesso autobus.

Un bambino che fin dall’infanzia cresce in un ambiente violento, dove il padre picchia la madre, crede che quello sia l’atteggiamento giusto, corretto e così si comporterà da adulto. Ma di chi è la colpa? Sua o di chi gli ha insegnato il non rispetto del prossimo, la violenza come unico mezzo di comunicazione?

Video  —  Pubblicato: 19 febbraio 2014 in Pubblicità, Qualche Articolo
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Oggi, 17 Febbraio,  si festeggia la festa dei nostri amici pelosi, si proprio loro, i nostri amici a quattro zampe che fanno miao.

Ma perchè si è scelto proprio questa data per la Festa dei Gatti? Come nasce?

Tutto nacque  nel 1990 quando la giornalista gattofila Claudia Angeletti propose un referendum tra i lettori della rivista “Tuttogatto” per stabilire il giorno da dedicare a questi affascinanti animali spesso bistrattati. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che così motivò la sua idea nel proporre questa data che racchiude molteplici significati.

Prima di tutto parliamo del mese: Febbraio.
Febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, mese dominato da Urano, pianeta degli spiriti liberi e anticonformisti, del genio e della sregolatezza, proprio come il gatto che non ama sentirsi oppresso da troppe regole. Tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia.

Ora parliamo del giorno. Il numero 17 nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto. La fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”. Il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”.

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Vi lascio con alcuni film da vedere:
1. Gli Aristogatti (con Romeo)
2. Colazione da Tiffany (con Gatto)
3. Fbi: Operazione Gatto (con Gigi)
4. Batman: Il ritorno (con CatWoman)
5. Alice nel paese delle Meraviglie (con Lo Stregatto)
6. 
Shrek 2 (con Il Gatto con gli Stivali)
7. Garfield (con l’omonimo Garfield)
8. Il Gatto con gli Stivali (con Il Gatto con gli Stivali)
9. Lilli & Il Vagabondo (con le cattivissime Si&Am)
10. Cenerentola (con il gatto Lucifero)

catwoman

Buona festa del Gatto a tutti i vostri amici pelosini, ma soprattutto ai miei!! 🙂

“Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l’amore, la gentilezza, la tenerezza.”

Altro che amorini, Peynet amava la vita! Non è quindi un caso che i celeberrimi “Les Amoureux” siano nati proprio durante la guerra, a Valence, e siano diventati subito il simbolo della festa di San Valentino.

“Sono nati nel 1942 ma in realtà hanno sempre vent’anni. È stato un caso. Durante la guerra mi trovavo alla stazione di Valence e là, in attesa della coincidenza, andai a fare due passi finché arrivai in un giardino, al cui centro vidi un “kiosque à musique”. Fu qui che mi venne l’ispirazione per un disegno. Rappresentai un gruppo di suonatori che al termine d’una esecuzione andavano via con gli strumenti nelle custodie, e uno solo continuava imperterrito a suonare il violino, dicendo al penultimo, già dietro agli altri: potete andare tranquilli, finisco da solo. Titolo del mio disegno: Sinfonia incompiuta. Spedii il disegno a Ric e Rac, un giornale per gli inglesi che si stampava a Parigi, ma l’impaginatore traendo lo spunto da una sola ragazza che ascoltava la musica, mise un altro titolo, Les amoureux de Peynet, e mi dissero che bisognava continuare: ecco come nacquero il poeta e la fidanzata. Giunti in Italia Cesare Perfetto li chiamò Valentino e Valentina”.

Valentino Valentina

Valentino Valentina

I due innamorati nacquero quindi in anni duri e desolati. La guerra pareva non finire mai, la gente non sorrideva più, perché non sapeva più farlo, dovendo vivere sempre con la paura del domani. Soltanto i fidanzatini erano pieni di candore e di speranza. Un soffio di poesia in una cupa realtà. Finita la guerra, continuarono a portare il loro messaggio per le strade del mondo, sempre tenendosi per mano. Eterni sognatori con i piedi che sfioravano appena la terra e la testa tra le nuvole, ma anche eterni fidanzati, perché non c’era bisogno che si sposassero. Sono i romantici interpreti di un sentimento che nasce dal cuore: puri, leggeri, soavi, evanescenti nel loro appartenere l’uno all’altra ed entrambi ad un fantastico contorno, ad un mondo onirico in cui l’amore è il motore senza sosta del tutto.

Lui, il violinista con la bombetta e i capelli lunghi, secco come un chiodo, veste sempre allo stesso modo; lei, più civetta e che segue le mode. Il chiosco di musica dove si incontrarono la prima volta è sempre lì, a Valence, dove Peynet li scoprì una sera del 1942, anche se, trent’anni dopo rischiò di essere demolito, ma insorsero gli innamorati veri e ne fecero un monumento nazionale.

Raymond Peynet era un signore gentile, facile al sorriso e “tres charmant”, nasce il 16 novembre del 1908 a Parigi, è l’ultimo giovane ammesso al Germain Pilon, il futuro Istituto di arte applicata all’industria dove ne esce con il massimo dei voti ed è uno dei fratelli Lumière a consegnargli il diploma.

PEYNET_DENISE3Ma come si sa dietro ogni grande uomo c’è una grande donna e così anche Peynet aveva la sua “Valentina”. Si chiamava Denise Damour, musa e amica, conosciuta durante una festa da ballo. Pessimo ballerino, Raymond le calpestò i piedi per tutta la serata. Ma quello era l’unico modo per conoscerla. E poi, quando gli disse di chiamarsi Denise Damour, Peynet ringraziò il cielo con un sorriso, nel gioco di parole ancora l’amore, amour in francese “un cognome che era tutto un programma” come lui stesso amava dire per schernirsi. Si sposano nel 1930 e dal loro matrimonio nasce una figlia, Annie. Raymond Peynet era soave e candido come il suo Valentino, e Denise la sua musa ispiratrice, vivevano in una divertente casa di Antibes, immersa nel verde degli oleandri che salgono la pineta di Cap d’Antibes, la nota località della Costa Azzurra che alcuni anni fa ha creato il Museè Peynet, e nel silenzio, dove lui poteva lavorare tranquillamente anche molte ore al giorno, con la moglie sempre accanto. “Les amoureux” in fondo erano proprio loro.

Peynet è il primo vincitore del Premio internazionale dell’umorismo di Bordighera, nel lontano 1952. A lui la cittadina ligure ha intitolato il Chiosco sul Lungomare Argentina, così simile alle romantiche ambientazioni delle sue dolcissime vignette. I due innamorati ormai hanno girato il mondo, hanno conquistato una popolarità crescente, tanto da contare un museo anche a Tokio. Inoltre nel 1985 la Francia dedica un francobollo ai due innamoratini.

Peynet Chiosco

Peynet Chiosco

Guardando su internet ho scoperto che esiste anche un film su i due splendidi innamorati, io personalmente non ho avuto occasione di vederlo, ma troverò assolutamente il modo di farlo. Si chiama “Il giro del mondo degli innamorati di Peynet”, film d’animazione italiano che segue le vicende dei celebri fidanzatini nel loro viaggio attorno al mondo. Valentino e Valentina iniziano da Bethlemme, passano dalla Grecia e arrivano in Spagna di cui osservano il folklore antico e moderno. A Firenze assistono a una gara di calcio e al matrimonio, celebrato da Dante, tra la Venere di Botticelli e il David di Michelangelo. Il viaggio prosegue poi in America, in Giappone e in Russia e in metropolitana giungono a Parigi… La colonna sonora “Tema d’amore” è del genio musicale Ennio Morricone.

Peynet muore il 14 gennaio 1999, ma il suo messaggio oggi ha ancora senso? Sì, è lui stesso a dircelo:

“Voglio crederlo, perché è il contro-veleno della violenza. La società è egoista e se grido “al ladro” nessuno corre in aiuto. Tutto questo fa molta tristezza. Ma poi vedo due ragazzi che, oggi come ieri e come sempre, si abbracciano sulla panchina di un parco, strappano un fiore da una siepe e se lo offrono come se fosse un cuore di diamanti. Sono innamorati, e quando ci si ama la luce naturale della vita colora giocosamente tutto ciò che vede, che trova, che le viene incontro”.

Les amoureux de Peynet

Les amoureux de Peynet

Per Raymond Peynet l’amore era eterno, gli angeli esistevano davvero, gli uccellini cantavano tra fiori che non appassivano mai, alle stelle erano appesi i desideri degli amanti,  amava ripetere che fino a quando ci sarà una panchina in un parco, uno spicchio di luna e due ragazzi abbracciati, i suoi Amoreux saranno lì, come due angeli custodi. E a chi gli chiedeva perchè i fidanzatini non si sono mai sposati, rispondeva con un’altra domanda: si sposano forse i fiori?

Non mi resta che salutarvi con l’inno a loro: Buon San Valentino a tutti! ♥♥♥

Valentino Valentina

Buon San Valentino

Gatta pensierosa

Ogni gatto riesce sempre ad essere la donna più attraente della stanza.

(E.V. Lucas)

Immagine  —  Pubblicato: 11 febbraio 2014 in Amici Pelosi, Foto
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Galleria Milano

Galleria Milano

In questi giorni si legge in molti articoli la classifica stilata dagli psicologi della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm su l’indice di felicità delle nostre province italiane.

Il calcolo è avvenuto su una scala di valori da 1 a 100 sui cittadini delle 110 province italiane, prendendo un campione di 2mila persone, tra i 25 e i 70 anni.

La provincia lombarda di Lecco vince la corona come città più sorridente, con un indice di felicità di 89 su 100 grazie a una grande soddisfazione in riferimento alla qualità della vita, ai rapporti umani tra i cittadini e all’aria buona che si respira.

Lucca

Lucca

Sul podio anche Lucca, Oristano. Ultima posizione, invece, spetta alla provincia di Potenza con un indice di felicità (o di infelicità) di 5 su 100.

Secondo la classifica sembra che siano più felici di vivere nelle proprie città gli abitanti del Nord, rispetto a quelli Sud. La città più infelice del Nord è Imperia che si posiziona al 35° posto.

La classifica delle prime 10 province:

Trento

Trento

Lecco (89)
Lucca (87)
Oristano (83)
Trento (81)
Como (80)
Viterbo (77)
Pordenone (75)
Grosseto (72)
Ravenna (68)
Cuneo (67)

Verona

Verona

Ma quali sono i fattori che rendono felice una provincia? Ce lo spiega Ezio Benelli, direttore della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm di Prato:

“Le caratteristiche della felicità sono variabili secondo l’entità che la prova. L’uomo fin dalla sua comparsa ha sempre cercato questo stato di benessere. La felicità si può definire un insieme di emozioni e sensazioni del corpo, della mente, del proprio sé e dell’intelletto che procurano benessere e gioia di vivere, che possono esprimersi nel ciclo di vita di una persona”

Castellana Grotte

Castellana Grotte

Secondo lo studio la gente che vive in provincia si ritiene più felice del 77% rispetto a chi vive in città, la provincia è considerata meno costosa, più tranquilla e meno inquinata. La maggior parte degli intervistati (80%) che vive in provincia non vivrebbe mai nelle grandi città, perché non ama il ritmo sfrenato, l’aria inquinata, il traffico e la difficoltà a trovare parcheggio e soprattutto il grigiore del cemento.

Il presidente della Provincia di Lecco, Daniele Nava alla notizia commenta:

“La Brianza e il Lecchese si confermano terra di voglia di fare e lavoro, nonostante la crisi, a dimostrazione che si può coniugare il lavoro e la propensione a intraprendere con un territorio che riesce ad armonizzare lo svago, grazie anche alle bellezze naturalistiche”

Lecco

Lecco

Quindi possiamo che concludere che aria pulita, buoni rapporti umani tra i cittadini, comodità vincono su tutti, che dire? Trasferiamoci tutti a Lecco, anche se, a mio avviso, le grandi città hanno sempre il loro fascino, basta saperle guardare con gli occhi giusti… 😉

Milano Castello

Milano Castello

Morgana Merlino gatti

Morgana Merlino

Ciao! Siamo Morganina e Merlottino.. si si siamo proprio noi, due “mostriciattoli”, come ci chiama la nostra padroncina, ex abitanti di MondoGatto. Quanto tempo è passato da allora, quante cose sono successe.. “Si Merlino, sei arrivato tu a togliermi dal trono”, “ma no Morgana, non è vero.. io voglio solo giocare…” Eccoli qui i miei “mostriciattoli”.. sempre a litigare, ma anche ad adorarsi.. è si perché è così… si “odiano”, ma si adorano a vicenda.. questa è la loro storia tra odio e amore… ma partiamo dall’inizio… perché c’è sempre un inizio.. la nostra famiglia è sempre stata amante degli animali.. mamma e papà hanno amato tanto e sofferto tanto per i loro amici a quattro zampe e, probabilmente per questo, papà non voleva più animali, diceva sempre.. “se mai avremo una casa grande con mega giardino, allora si, prenderemo un cucciolo..” ma invece la nostra padroncina e la nostra mamma non lo hanno ascoltato e un giorno sono venute a Mondo Gatto..

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Morgana

La nostra padroncina voleva un gatto nero a pelo corto… la volontaria però le fece vedere me.. Persianina a pelo lungo bianca e nera.. lei non mi voleva, (ogni tanto mi dice scherzando quando la faccio arrabbiare tanto tanto) ma alla fine tornarono.. giocarono con me, mi misero in un trasportino, mi diedero un giochino e mi portarono a casa.. “ e così iniziò la mia vita in questa casa.. avevo un passato non dei migliori (un po’ come tutti i gatti del gattile) e quindi ci misero tanto a farmi fidare ancora degli essere umani.. era difficile.. ma tra una graffiata e una coccola alla fine ho cominciato a sentirmi parte di questa nuova famiglia… ma un giorna arrivò lui…Si si arrivai io… Merlino… gatto nero si, ma a pelo lungo… la mia storia invece è un po’ diversa.. fui trovato da piccolissimo e dato in adozione.. ma aimè fui riportato al gattile.. ma io non volevo starci al gattile.. e quindi quando, nella casetta, entrarono coloro, che poi diventarono la mia mamma e la mia padroncina, decisi che loro mi avrebbero portato a casa.. quindi mi feci fare tante coccole e quando uscirono piansi tanto.. venne anche il mio futuro papà a trovarmi.. lo mordicchiai in senso amichevole e lo convinsi… però restava un grande problema.. io sono diverso dalla mia sorellina…

Merlino

Merlino

non so come mai (o forse, solo i grandi lo sanno) io faccio i buchi in tutto quello che trovo.. asciugamani, magliette, calzini.. mia sorella non fa questo, ma forse perché lei è più grande.. lei è una principessa… prendo tra le zampine quello che trovo e inizio a ciucciarlo e i buchi si formano da soli.. mamma e la mia padroncina all’inizio si arrabbiavano un pochino… mi chiedevano perché lo facevo.. hanno provato tante cose per aiutarmi.. ma io ho trovato la soluzione… prima mangiavo le cose sbagliate.. quando prendo gli asciugamani in bagno (solo alcuni però) si arrabbiano meno..

Merlino

Merlino

Merlino spiego io cos’è – parla la padroncina – hai una forma di picacismo.. ovvero sei stato tolto troppo presto dalla tua mamma (gatta) e i tuoi vecchi padroncini, appena portato a casa, non sono riusciti a sostituirla e quindi, probabilmente quando hai una mancanza o ti senti solo, trovi conforto in questi indumenti… La mia famiglia era a conoscenza di questo mio “problema”, sapevano fin dall’inzio a cosa sarebbero andati incontro, ma con tanto amore e tanto coraggio fecero come con la mia sorellina precedentemente, trasportino, gioco, casa..

Morgana

Morgana

Adesso siamo in questa bella casa calda senza giardino, ma con balconi da cui si vedono tante cose belle.. le nostre giornate ora passano tra pappa, tanta nanna con papà e tra tanti giochi.. No Merlino, io vorrei solo fare tanta nanna, ma tu mi rincorri sempre.. Non è vero, anche tu, Morgana, ogni tanto, vuoi giocare con me… Si ogni tanto Merlino, non sempre.. Basta bambini, andiamo a fare la pappa.. Merlino lascia stare tua sorella.. ho capito Merlino, vuoi la pappa.. eccola.. due piattini con la pappa… Merlino in un piatto, Morgana nell’altro.. Merlino cosa c’è nel tuo? E nel tuo Morgana? e scambio di piatti.. ma bambini c’è la stessa cosa.. pappa finita.. ok nanna.. “io in camera della mamma e del papà”, “no Morgana, io in camera della mamma!!”, “ok vado in sala”, “allora io vado dalla padroncina”.

Siamo psicolabili, come dice la nostra padroncina, ma ora siamo tanto felici e tanto adorati!!!

Merlino

Merlino

Morgana

Morgana

Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino di MondoGatto